il Tablet PC Italico

Cerca nel sito

Caricamento in corso...

lunedì 18 maggio 2015

HP introduce la personalizzazione dei pulsanti per la penna Synaptics

Il nuovo Tablet PC convertibile di HP, lo Spectre 13 x360, monta (non detto) il digitalizzatore Synaptics - ma offre anche un interessante programma esclusivo che permette la personalizzazione dei pulsanti laterali della penna.

Tra i nascondigli del sito HP si trova una interessante applicazione unica nel suo genere - in quanto permette la personalizzazione della penna Synaptics usata sul nuovo Tablet PC HP Spectre 13 x360 (vedi la recensione su Tablet PC Italia) .



Stando alle schede tecniche HP lo Spectre 13 x360 non ha un digitalizzatore attivo - e l'applicazione in questione, denominata “Software gestione HP Active Pen” (in inglese HP Active Pen Control Software), non è nemmeno stata pre-installata sul dispositivo ma va scaricata dal sito ufficiale HP (nella pagina dei driver). Si tratta di un programma estremamente semplice, pesante poco più di 2 MB, che una volta installato crea una icona (che non si va a duplicare nel Pannello di Controllo) e una volta aperto si riassume in una finestrella a due schede: la prima permette di personalizzare i due pulsanti (divisi in superiore e inferiore) mediante un menù a tendina, mentre la seconda scheda presenta un simpatico pterodattilo giallo dai grandi occhioni che mette in evidenza come l'applicazione non sia stata creata da HP ma dalla ELAN Corporation.



La personalizzazione dei pulsanti non è totale, nel senso che ad esempio non è possibile usare il pulsante per aprire una applicazione a scelta (ma è possibile personalizzare uno dei pulsanti perchè aprano OneNote) e non è possibile modificare il comportamento dei programmi in base all'applicazione aperta come invece succede con alcuni driver avanzati di Wacom - ma è comunque un enorme passo avanti rispetto al passato.



Apparentemente l'applicazione è scaricabile solo attraverso la pagina dei driver dello Spectre 13 x360 (pagina che trovate qui) - ma risulta installabile anche sull'HP Pavilion 10 x2 e quindi probabilmente su ogni altra macchina con digitalizzatore Synaptics (chi ha modo di testare la cosa segnali eventualmente il successo o l'insuccesso).

Vi ricordo che la recensione dello Spectre 13 x360 è disponibile su Tablet PC Italia .

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...

giovedì 7 maggio 2015

Il cambio euro-dollaro e il prezzo del Surface 3 (e dei nuovi tablet)

Il Surface 3 è un Tablet PC che, in Italia, non costa 499 euro pur costando, negli USA, 499 dollari - e questo ha sconvolto molti. Ma c'è poco da restare sconvolti - l'elettronica economica diventerà presto qualcosa appartenente al passato. Vediamo di capire perché.

A seguito della presentazione del Surface 3 molte persone - tra cui anche molti lettori del Tablet PC Italico e di Tablet PC Italia - sono rimaste scandalizzate dal prezzo del nuovo Tablet PC di Microsoft. Se i vecchi Surface, come del resto la maggior parte dei dispositivi, erano stati portati in Europa con un cambio 1:1 tra dollaro ed euro, il Surface 3 italiano costa ben 609 euro quando negli USA è acquistabile a 499 dollari. In molti hanno accusato più meno apertamente Microsoft Italia di "mangiarci sopra" e di aver alzato il prezzo di un dispositivo che doveva essere economico; in molti casi è stato sottolineata la ridotta differenza di prezzo con il Surface Pro 3 che, in offerta, viene spesso proposto a 699 euro. Le cose, però, sono molto più complesse di quanto sembrino.



Premessa numero uno: siamo in un periodo di crisi economica e per favorire l'economia l'Euro è stato svalutato.

La cosa può non essere sempre sotto gli occhi di tutti, in quanto come dice qualcuno i ristoranti effettivamente sono sempre pieni e un sacco di persone spendono un sacco di soldi in beni dalla dubbia utilità reale come smartphone pieghevoli da seicento o più euro - ma in tutta Europa molte aziende, in particolare quelle che vivono di produzione, hanno seri problemi da molti anni a causa della crisi economica.
Qualche mese fa, per favorire le esportazioni rendendo i prodotti delle nostre aziende più interessanti agli acquirenti esterni all'Europa, la Banca Centrale Europea ha iniziato a ridurre il valore dell'Euro. Questo processo ha favorito le esportazioni (per una azienda esterna all'Europa i prodotti europei sono in pochi mesi diventati più economici di circa il venti percento) senza però influenzare i prezzi interni - andare a fare la spesa al supermercato non è diventato più costoso, e una azienda europea che acquista i beni prodotti da un'altra azienda europea non ha aumentato le sue spese così come una azienda europea che vende all'estero non ha diminuito le sue entrate. La svalutazione dell'Euro ha favorito le esportazioni ma ha avuto pesantissime ripercussioni sulle importazioni: le aziende italiane ed europee che devono acquistare beni o materie prime vendute in dollari si sono in pochi mesi trovate a dover spendere il venti percento in più.
Va però detto che l'Europa è quasi totalmente autosufficiente e, riducendo all'osso, sono solo due le cose essenziali che è necessario importare dall'esterno: il petrolio e l'elettronica.

Il petrolio è una materia prima fondamentale nella nostra società ed un suo aumento del venti percento a causa del cambio avrebbe comportato enormi problemi - ma la svalutazione dell'Euro è (per quelle che semplificando all'estremo potremmo definire una serie di fortunate coincidenze) coincisa con un crollo del prezzo del greggio il cui prezzo si è dimezzato dallo scorso giugno - per cui nonostante la svalutazione il petrolio non è aumentato ma anzi è sceso. Per quanto riguarda l'elettronica, che viene prodotta quasi esclusivamente in Cina, il prezzo (che è in dollari) non è invece cambiato - il che significa che il prezzo di produzione dell'elettronica è, per le aziende europee, salito del venti percento in pochi mesi.

Premessa numero due: le società europee di elettronica in molti casi non sono vere società di elettronica ma semplici rivenditori.

Quando uno vede un PC si aspetta che questo sia venduto dalla sede italiana di una società più grossa. La realtà è che, per motivi fiscali e organizzativi, spesso queste "sedi" non sono parti reali delle società più grosse ma sono società completamente diverse che si occupano semplicemente di gestire le vendite di determinati prodotti in un determinato paese, in una sorta di enorme, globale franchising.

La maggior parte dei prodotti elettronici vengono ingegnerizzati, progettati e prodotti in quasi totale autonomia dalle varie "case madri" senza partecipazione da parte delle varie sedi locali (e questo è uno dei motivi per cui i dirigenti nazionali spesso ignorano in modo pressoché completo le specifiche degli oggetti che vendono).

Ad intervalli regolari (in genere tre-sei mesi) le sedi locali vengono a conoscenza di quello che è stato progettato e che verrà prodotto e, sulla base della loro esperienza, decidono se e quali prodotti portare sui vari mercati e in quali configurazioni portarlo. Di fatto quindi le sedi locali si occupano di decidere se un determinato prodotto è adatto al mercato della loro nazione (e questo spiega perché non tutti i prodotti sono presenti in tutte le nazioni: alcuni non sono stati ritenuti adatti a quella nazione); loro decidono inoltre quali configurazioni portare sul mercato (molti PC sono prodotti in diversi colori e con diverse possibili combinazioni di CPU/HDD/RAM ma non tutte queste combinazioni sono commercializzate in tutti i paesi) e soprattutto quanti pezzi acquistare di ogni singola configurazione scelta.

Di fatto le aziende nazionali assomigliano molto a dei rivenditori: la società madre propone loro una lista di prodotti dotati di un ben preciso listino prezzi (non negoziabile ed in dollari) e le aziende nazionali decidono, all'interno di questa lista, cosa comprare per poi rivendere sul singolo mercato. Questi acquisti vengono fatti tra i tre e i sei mesi prima dell'effettivo arrivo del prodotto nei negozi.

Premessa numero tre: se il PC costa meno di settecento euro, il margine di profitto per il produttore è prossimo allo zero.

Una delle realtà più incredibili e meno conosciute del mondo dei PC è che i profitti delle aziende sono ridicolmente bassi. Se si va in un normale negozio di elettronica e si guarda un PC che costa meno di seicento euro IVA inclusa, quel PC farà guadagnare alla sede italiana del produttore meno di cinquanta euro - e non si parla di prodotti sottocosto o in offerta. In molti casi il profitto scende a meno di dieci euro al pezzo e certi prodotti vengono proposti solo per evitare che il vuoto venga riempito da un concorrente.

Anche il margine del rivenditore è estremamente basso: potendo osservare le statistiche di un normale negozio appartenente ad una catena di elettronica si potrà vedere che spesso il margine di guadagno medio per i PC è compreso tra il due ed il cinque percento - e questo è il motivo per cui insieme al PC i commessi sono tanto solerti nel proporre l'estensione di garanzia, la custodia, il disco esterno, l'antivirus e Office. Se il commesso vi vende semplicemente un PC, il negozio non guadagna: il guadagno si fa sugli accessori e sulle garanzie.
Il discorso cambia profondamente se il PC costa più di seicento euro: in questo caso il margine, sia per il produttore che per il rivenditore, aumenta in modo considerevole (caso particolare sono i dispositivi professionali che, vantando tecnologie, garanzie e metodologie produttive particolari, ed essendo prodotti in numeri ridotti, costano molto di più).

Vendendo PC, specie se economici, non si guadagna. Questo è il motivo per cui nel 2008 le varie società hanno colto l'opportunità al balzo per abbandonare il mercato dei netbook in favore di quello dei tablet: i netbook vendevano tantissimo in termini di numeri, portando quote di mercato utili alle azioni ma non alle finanze (il margine su un netbook era quasi zero), mentre per i tablet con Android, che richiedono componentistica a bassissimo costo, il margine sale a percentuali a due o tre cifre. Spesso non si guadagna in modo serio nemmeno vendendo PC di fascia medio-alta - e questo è il motivo per cui negli ultimi otto anni società del calibro di IBM e Sony hanno scelto di uscire completamente dal mercato PC, e questo è il motivo per cui Samsung non vende più PC in Europa - continuando però a sommergere il Vecchio Continente con i suoi Galaxy.

Cosa significa tutto questo?

Margini di profitto ridotti, acquisti che vanno fatti in dollari e svalutazione dell'euro sul dollaro sono tre premesse che portano ad una sola conclusione: il treno che ci portava nel paese dei balocchi era gestito da Trenitalia ed è stato soppresso. Le feste sono finite.

Ad agosto 2014, quando è stato lanciato il Surface Pro 3, un euro valeva 1,34 dollari. Questo significa che le varie Microsoft Europee hanno potuto acquistare i Surface Pro 3 con processore Core i3 a meno di seicento euro al pezzo, per poi aggiungere margine e tasse e proporlo a 799 euro IVA inclusa, che per caso risultava apparire come cambio 1:1.

Il primo aprile 2015 un euro valeva 1,07 dollari. Questo significa che se le Microsoft Europee dovessero acquistare i Surface Pro 3 adesso, dovrebbero acquistarlo a centocinquanta euro in più il pezzo - e aggiungendo margine e tasse il Surface Pro 3 con processore Core i3 non potrebbe essere venduto a meno di 950 euro. Il Surface Pro 3 attualmente costa 799 euro perché è già stato acquistato a questo prezzo ormai quasi un anno fa, con un cambio enormemente più favorevole.

Con il cambio attuale le Microsoft Europee possono acquistare il Surface 3 a non meno di 430-450 euro al pezzo e aggiungendo il margine e l'IVA il costo sale ai 600 euro richiesti. Con il cambio di agosto 2014 le Microsoft Europee avrebbero potuto acquistare il Surface 3 a circa 350-370 euro al pezzo e aggiungendo margine e tasse potrebbero facilmente proporlo a 499 euro IVA inclusa. Il cambio a 1,34 però non esiste più ed allo stato attuale per le Microsoft Europee non è assolutamente possibile vendere il Surface 3 a meno di seicento euro senza andare in pari o perderci.

Non si tratta di una presa in giro da parte della cattiva Microsoft che propone prodotti Atom a prezzi assurdi, ma di semplice matematica. Come europei, siamo costretti ad acquistare l'elettronica in dollari e questo significa che le stesse cose costano il venti percento in più rispetto a sei mesi fa; questo si ripercuoterà pesantemente sui prezzi finali italiani ed europei. Le prime conseguenze sono già osservabili: il Microsoft Surface 3 che costa 609 euro (499 dollari negli USA); l'HP Spectre 13 x360 che costa 1100 euro (899 dollari negli USA); il MacBook Pro 15 Retina che costa 2299 euro (1999 dollari negli USA) o nella versione superiore 2849 euro (2499 dollari negli USA) - e che da un giorno con l'altro è stato alzato di prezzo (da 2099 a 2299 euro e da 2529 a 2849 euro) senza modifica delle specifiche.

La svalutazione dell'euro non si mostra però solo con l'aumento dei prezzi, ma anche con ritardi e mancati lanci. HP non ha portato in Italia lo Stream 8, ASUS è fortemente indecisa sui T90 Chi. Portare sul mercato dispositivi economici che non sono più economici comporta il forte rischio di riempire i magazzini di prodotti invenduti, rischio aumentato dal prossimo lancio di Windows 10 che agli occhi di molti renderà improvvisamente vecchi i prodotti assemblati una manciata di giorni fa.

Questo ovviamente non sarà limitato ai soli Tablet PC. Telefoni cellulari, PC, componenti, forni a microonde, televisioni - tutto quello che funziona mediante elettroni viene ormai da anni prodotto quasi unicamente in Cina, Taiwan o paesi dell'area. Le aziende produttrici si fanno pagare in dollari americani e le varie società che vogliono acquistare i prodotti, siano esse europee, americane, orientali, africane o marziane, devono pagare in dollari. Solo i prodotti giapponesi si salveranno - lì spesso hanno ancora l'abitudine di farsi pagare in Yen, e il cambio euro/yen è relativamente stabile.

I prezzi stanno salendo e con le prossime consegne saliranno. Preparatevi alla cosa, perché è molto probabile che il cambio resterà sfavorevole - e anche il Surface Pro 4 e tutta la generazione di Tablet PC che è stata ordinata alle fabbriche a partire da fine marzo potrebbe costare parecchio.

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...

mercoledì 11 febbraio 2015

HP Pavilion 10 x2, la qualità migliora nei nuovi lotti

La qualità e la cura dell'assemblaggio dell'HP Pavilion 10 x2 aumentano con le nuove consegne, facendo diventare l'ibrido di Hewlett-Packard più interessante.

Qualche mese fa ho recensito l'HP Pavilion 10 x2 che un mio conoscente aveva preso immediatamente dopo il lancio attraverso l'HP Store - e che alla fine aveva restituito per l'insorgere di alcuni problemi ma anche per il pessimo assemblaggio della sua unità.


Ieri sono passato per un MediaWorld dove ho avuto modo di vedere uno dei Pavilion 10 x2 arrivati nei negozi nelle ultime settimane - modelli che evidentemente fanno parte di un nuovo lotto di produzione. Già al primo impatto visivo il modello esposto era superiore ai modelli presenti nei negozi prima di Natale, con un assemblaggio perfetto e in linea con quello dei più recenti Acer Aspire Switch 10 e Asus Transformer Book T100.



La notizia fa sicuramente piacere - ma rattrista ancora una volta notare come i primi acquirenti sono usati come cavie o peggio riforniti di prodotti di qualità inferiore. Digitalizzatori sperimentali, assemblaggi frettolosi… fidarsi delle aziende, anche quelle più importanti, diventa sempre meno sicuro.

Articolo di Tablet PC Italia

CONTINUA A LEGGERE...

domenica 14 dicembre 2014

Regalandosi l'HP Stream 7: il più economico PC europeo stupisce!

La scorsa settimana mi sono fatto un regalo di Natale anticipato: il nuovo HP Stream 7, il più economico PC con schermo mai arrivato in Europa.

Ho acquistato un HP Stream 7, il nuovo Tablet PC (o UMPC?) ultra-economico da sette pollici di Hewlett-Packard. Disponibile da qualche settimana unicamente attraverso il Microsoft Store, a soli 129 euro IVA inclusa è il più economico Personal Computer con schermo mai lanciato in Europa - e non è nemmeno male.

Ho acquistato il Tablet PC in questione circa dieci giorni fa. Nei mesi passati ho avuto in mano diversi Tablet PC compatti che mi hanno portato a creare una discreta libreria attraverso l'applicazione Amazon Kindle - ma quando si è in metropolitana o a letto, leggere usando il telefono (Lumia 620) o un dispositivo da 12 pollici come il Fujitsu Stylistic Q704 non è il massimo. A soli 129 euro, lo Stream 7 costa poco più di un normale eBook Reader e meno di molti dispositivi Android di pessima qualità - ma offre tutto quello che offre un Tablet PC.
Ero estremamente tentato dal Dell Venue 11 Pro 5000, Tablet PC che adoro e che si può facilmente trovare ricondizionato dagli USA a circa 150 euro spedizione e tasse incluse, ma avevo una particolare voglia di un dispositivo ultra-compatto: anche se c'è un solo pollice di differenza, un sette pollici entra agevolmente nella tasca di un cappotto, un otto pollici no.



Acquistare lo Stream 7 è abbastanza semplice: per qualche strano motivo il dispositivo è acquistabile unicamente attraverso il Microsoft Store, che offre spedizione gratuita su ogni acquisto e consegna in tre giorni con corriere UPS - osservando il tracciamento il pacco arriva da Eindhoven, in Olanda. Insieme allo Stream 7 ho acquistato anche la sua custodia originale, in versione nera, per 24,99 euro aggiuntivi; i due oggetti sono arrivati in una piccola scatolina di cartone, senza alcun tipo di imbottitura aggiuntiva - evidentemente non necessaria - accompagnati da un semplice foglio A4 con il riassunto dell'ordine.



Tablet PC e custodia sono inseriti all'interno di scatole di cartone dalla classica estetica HP color grigio perla e blu; considerando anche il prezzo complessivo le due confezioni sono estremamente minimali, in particolare quella del Tablet PC che contiene semplicemente lo Stream 7, avvolto da una pellicola plastica e, sotto il sostegno in cartone, l'alimentatore USB con relativo cavetto.



Le prime emozioni suscitate dallo Stream 7 non sono particolarmente grandiose: al primo impatto la macchina, anche a causa delle linee non morbidissime, si fa percepire come particolarmente spessa - la sensazione è anche aumentata dal fatto che stranamente il dispositivo ha la base leggermente più larga della parte frontale e, in mano, questo fa percepire il tutto come più spesso di quanto realmente non sia.



La plastica utilizzata per la scocca posteriore ricorda al tatto quella utilizzata nel Pavilion 10 x2 (leggi la recensione); il colore grigio scuro è mitigato dalla presenza di piccolissimi puntini lucidi che riflettono la luce. I loghi HP, "Stream 7" e "Intel Inside" sono stampati in argento, mentre tutte le normative e le informazioni sul modello (la sigla completa della versione italiana è Stream 7 5701nl) sono presenti su una vasta etichetta nera; dal lato opposto, in alto, è invece presente la videocamera posteriore.
Frontalmente l'HP Stream 7 è dominato dallo schermo, con bordi particolarmente stretti ai lati; le dimensioni complessive del dispositivo sono quelle di uno schermo da 8 pollici in formato 16:10. Al centro del lato inferiore è presente il pulsante capacitivo Windows/Start, mentre in alto a sinistra compare la scritta HEWLETT-PACKARD che negli ultimi anni sta spesso sostituendo il logo HP; a destra è invece presente la webcam frontale.
I lati sono abbastanza vuoti, con il lato destro che ospita il pulsante di accensione e di quello di gestione del volume - semplici rettangoli privi di qualsiasi logo; sul lato inferiore è presente il singolo altoparlante mentre sul lato superiore è presente la porta microUSB 2.0, utilizzabile per la carica e, con adattatore, per le periferiche ma anche l'entrata da 3,5 millimetri per cuffie. Rimuovendo la scocca posteriore si accede all'alloggiamento per la microSD e alla batteria - non sostituibile dall'utente ma in bella vista.



Decisamente semplice ma piacevole è la custodia formata da un guscio plastico, che si aggancia al retro dello Slate 7 bloccandosi agli angoli ma lasciando liberi i lati e la videocamera posteriore, e da una parte semirigida che copre lo schermo ma si può ripiegare in tre per sostenere il Tablet PC durante l'uso "a scrivania". La plastica del guscio risulta essere superiore a quella utilizzata nella scocca ed esternamente è ricoperta da una finitura soffice simile a quella utilizzata sull'HP Omni 10 (leggi la recensione) abbastanza piacevole al tatto ma estremamente ricettrice di ditate.
La parte semirigida è, internamente, rivestita in microfibra color grigio chiaro per proteggere lo schermo senza rovinarlo mentre esternamente è in plastica semirigida in un piacevole color nero quasi metallico; sull'angolo in basso a destra è impresso il logo HP.



In termini generali la custodia risulta essere abbastanza piacevole; è anche dotata di magneti che la tengono in posizione quando ripiegata a sostegno ma questi magneti non si bloccano sullo schermo quando è chiusa; la custodia non ha nemmeno la funzione di mettere in sospensione lo Stream 7 - semplicemente protegge e sostiene; per 25 euro era lecito sperare in qualcosa di meglio ma il tutto resta comunque superiore alle custodie generiche che coprono la webcam posteriore o alzano lo spessore del dispositivo.

Volendo dare un primo giudizio a questo Tablet PC dopo quasi due settimane di uso, si può dire che il nuovo Tablet PC ultraeconomico di HP soddisfa senza esaltare ma considerando il prezzo estremamente ridotto stupisce in modo pieno. Lo schermo IPS sorprende per qualità e luminosità; la visione è piacevolissima, i colori nitidi e nonostante la finitura lucida il Tablet PC è ben utilizzabile anche in esterni sotto un pallido sole tardo autunnale. L'audio mono raggiunge un volume massimo decisamente buono; il disco da 32 GB al primo avvio offre all'utente ben 19,4 GB con un disco C da 23,1 GB (è infatti presente una vasta partizione di ripristino e Windows è installato in WIMBoot) permettendo quindi un uso confortevole anche senza microSD.
Trattandosi di un Tablet PC venduto da Microsoft, è presente Windows 8.1 con Bing in versione "Signature Edition": il sistema è totalmente privo di crapware e applicazioni di terze parti (unica eccezione l'applicazione HP Support Assistant per la gestione degli aggiornamenti driver e l'applicazione HP Documentation per la visualizzazione del manuale utente); tutto questo permette una esperienza utente decisamente superiore alla media.
Le prestazioni sono decisamente buone, come normale nelle macchine Atom di ultima generazione; il singolo GB di memoria RAM si fa percepire come limitante solo in un uso multiapplicazioni del Desktop - ma in uno schermo da sette pollici il Desktop è utilizzabile in modo molto limitato e quindi le problematiche legate al singolo GB vengono a sparire automaticamente.
Non particolarmente emozionate è l'autonomia, che si ferma a circa sei ore di utilizzo reale con WiFi attivo: in definitiva è, dopo dieci giorni di uso intenso, l'unico difetto che ho trovato in questo dispositivo.

Senza dubbio l'HP Stream 7 è un dispositivo da consigliare apertamente: il più economico Personal Computer con schermo mai arrivato in Europa non è certo qualcosa che può diventare l'unico PC di un utente ma riesce ad essere un piacevole compagno in mobilità. Con un digitalizzatore attivo, schermo opaco e 2 GB di memoria RAM lo Stream 7 potrebbe agevolmente diventare uno dei migliori Tablet PC mai prodotti da HP, ma per soli 129 euro - abbonamento annuale di Office 365 Personal incluso - non si può veramente chiedere più di quanto offerto.

Perfetto per accompagnamento ma anche per i bambini - Windows 8.1 permette infatti un controllo genitoriale superiore a quanto offerto da Android e iOS integrando in più anche una reale produttività - il più piccolo PC di Hewlett-Packard va considerato in modo molto serio se si è alla ricerca di un regalo - o di un auto-regalo - per Natale o per ogni altra occasione. L'HP Stream 7 è acquistabile attraverso il Microsoft Store cliccando sull'immagine sosttostante:

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...

giovedì 13 novembre 2014

Test sui digitalizzatori: analisi del Synaptics ClearPad 7500

Esattamente un anno fa, Dell per prima ha scelto Synaptics per fornire il digitalizzatore attivo ai suoi Tablet PC Venue 8 Pro e Venue 11 Pro, con scarsa soddisfazione da parte degli utenti. Dopo un anno, cosa è cambiato e in che modo il digitalizzatore Synaptics ClearPad 7500 risulta valido?

Scelto da Dell ormai un anno fa per i suoi Venue 8 Pro, Venue 11 Pro ed XPS 11 (in seguito è stato inserito anche sul Dell Inspiron 13 7000 2-in-1 e sul Dell Latitude 13 7000 2-in-1) - ma ora inserito anche su macchine Acer (è infatti presente su alcune configurazioni avanzate degli Aspire Switch 10 SW5-012, Switch 11 e Switch 12) ed HP (alcune configurazioni del Pavilion 10 x2 tra cui sicuramente quella italiana) il digitalizzatore Synaptics ClearPad 7500 è una delle soluzioni più recenti per quanto riguarda i pannelli digitalizzatori - ma anche una delle più controverse.



Dotato in passato di alcuni, assolutamente non indifferenti, problemi, il digitalizzatore Synaptics non è riuscito ad acquistare una particolare fama positiva - ad un anno dal lancio le cose però sembrano cambiate notevolmente e anche se la qualità complessiva resta ancora molto lontana da quella offerta dalle soluzioni Wacom, questo pannello potrà soddisfare molti degli utenti che si avvicinano ai Tablet PC a partire da soluzioni capacitive o resistive.

INTRODUZIONE E PROBLEMATICHE BASE

Da un punto di vista funzionale il digitalizzatore Synaptics risulta simile a quelli N-Trig od Atmel: un unico pannello digitalizzatore è presente sul Tablet PC, posizionato al di sopra dello schermo LCD, e risulta capace sia di riconoscere con tecnologia capacitiva la presenza di dita appoggiate sullo schermo (fino a un massimo di dieci tocchi contemporanei) sia di ricevere informazioni sulla posizione di una particolare penna alimentata a batteria AAAA. La penna invia un segnale radio al pannello digitalizzatore, modificando la frequenza del segnale in base ad alcuni avvenimenti (la punta tocca lo schermo; la punta viene premuta contro lo schermo con una particolare pressione; un pulsante laterale viene premuto; …) il che consente al Tablet PC di riconoscere la posizione della punta stessa e la pressione esercitata sullo schermo - fino a 256 livelli teorici - ma anche di abilitare funzioni collegate ai pulsanti della penna ("tasto destro", gomma, ...).

Come normale per i digitalizzatori attivi, proprio perché la penna invia un segnale radio, la punta viene riconosciuta ancor prima di toccare lo schermo abilitando l'esclusione del polso (il pannello capacitivo viene disattivato in modo automatico da Windows 8 se la penna viene riconosciuta come presente; in questo modo è possibile scrivere appoggiando la mano sullo schermo in modo naturale) ma attivando anche la cosiddetta funzionalità di hoovering, ovvero la possibilità di spostare il cursore sullo schermo senza cliccare - funzione fondamentale per navigare in un mondo ancora molto poco ottimizzato per gli schermi tattili.
Già con queste funzionalità base il digitalizzatore Synaptics inizia a mostrarsi inferiore ad altre soluzioni meno recenti: da un lato la punta viene riconosciuta solo ad una distanza estremamente ridotta, di appena 5 millimetri, il che causa spesso un fallimento nell'esclusione del polso - basta alzare di poco la punta della penna per riattivare il touchscreen - e questo avviene in particolare sui Tablet PC come il Dell Venue 11 Pro che, avendo schermo in 16:9, spingono l'utente ad appoggiare sullo schermo vaste porzioni dell'avambraccio durante la scrittura in orientamento verticale.
Dall'altro lato le funzionalità di hoovering sono complicate da un problema driver che vede il cursore della penna invisibile a meno che, nelle opzioni di Windows 8, non sia attivata la funzione "Usa il tastierino numerico per spostare il mouse sullo schermo", funzione che però disattiva il tastierino (in quanto il tastierino numerico diventa strumento di puntamento). Su un Tablet PC quale l'HP Pavilion 10 x2, o altri modelli privi di stazione di ancoraggio, questa problematica non crea troppi disagi, in quanto il tastierino numerico non viene di fatto mai usato - ma in modelli come il Dell Venue 11 Pro, che sono pensati per la stazione di ancoraggio e quindi per essere usati anche con tastiere esterne grosse e complete, questo significa che, per avere il cursore della penna visibile (cosa necessaria in quanto essendo la posizione del cursore ricavata da un segnale radio e non da un contatto punta-su-schermo questo non si trova necessariamente sotto la punta della penna stessa), è necessario rinunciare al tastierino numerico della tastiera esterna usata con il Tablet PC ancorato. Ulteriore problematica, la funzione "Usa il tastierino numerico per spostare il mouse sullo schermo" è tra quelle che si sincronizzano mediante l'Account Microsoft e l'utente che possiede un dispositivo Synaptics come può essere il Dell Venue 8 Pro, attivando la funzione, la ritroverà attivata anche sugli altri suoi PC sincronizzati mediante Account Microsoft (con il risultato di ritrovarsi il tastierino numerico disattivato sul PC fisso solo l'ha dovuto disattivare sul Venue 8 Pro che il tastierino nemmeno lo ha).

IMPOSTAZIONI PER TESTARE LA TECNOLOGIA

Per capire e mostrare la qualità dell'inchiostro digitale offerta dal digitalizzatore, abbiamo provato a scrivere le prime tre terzine dell'Inferno di Dante, utilizzando la Dell Active Stylus REV A02 in OneNote 2013. La pagina di OneNote 2013 è adattata in modo da avere i quadretti di 3,3 millimetri di lato (quindi un centimetro è lungo tre quadretti); le penne virtuali utilizzate sono due - la prima ha punta da 0,25 millimetri senza sensibilità alla pressione; la seconda è la penna standard di OneNote 2013, con punta da 0,35 mm sensibile alla pressione. I testi qui mostrati sono stati effettuati scrivendo sul Dell Venue 11 Pro 5000 e sulla versione italiana del nuovo HP Pavilion 10 x2; i testi sono poi stati colorati in modo da mostrare in blu scuro le note scritte con il Dell Venue 11 Pro e in nero le note scritte con l'HP Pavilion 10 x2. Le tre terzine sono state scritte velocemente, in una modalità che ricorda uno studente impegnato a prendere appunti durante una lezione, e con una certa cura, in una modalità che potrebbe ricordare la "copia in bella" di un testo, in modo da provare ad evidenziare anche eventuali differenze o problematiche dovute alla velocità di scrittura.
Va sicuramente detto che l'esperienza di scrittura sulle due macchine è profondamente diversa in quanto i pannelli protettivi presenti sul Dell Venue 11 Pro e sull'HP Pavilion 10 x2 sono profondamente diversi. Nella macchina Dell è presente un pannello Gorilla Glass, che fa scorrere la penna - ma anche le dita - in modo liscio e quasi "setoso", mentre la macchina di Hewlett-Packard crea un modesto attrito che rende la scrittura in qualche modo più realistica e simile a una penna su carta. Non si può dire che una o l'altra sensazione di scrittura siano migliori, in quanto alla fine è tutta questione di preferenze dell'utente.

ESEMPI DI UTILIZZO: SENZA PRESSIONE

Dopo questa lunghissima premessa, andiamo ad analizzare l'inchiostro. Osservando i risultati ottenuti con la penna virtuale da 0,25 mm non sensibile alla pressione, possiamo notare che, in generale, la qualità finale è decisamente buona anche se restano presenti dei piccoli artefatti, con l'inchiostro che occasionalmente sembra proseguire leggermente anche se la punta è alzata; allo stesso tempo si può anche osservare un generale aspetto "tremolante" dell'inchiostro. L'immagine qui sotto mostra le tre terzine, scritte velocemente sui due dispositivi.



I risultati non sembrano cambiare in modo particolare se si scrive con calma (vedi immagine qui sotto) e la qualità dell'inchiostro non sembra mostrare particolari differenze tra diversi dispositivi, ma si ha la sensazione che il risultato finale sia leggermente migliore sul Dell Venue 11 Pro - l'impressione personale è che l'attrito ridotto del Gorilla Glass influenzi leggermente il risultato.



Effettuando uno zoom è possibile osservare nel dettaglio i problemi dell'inchiostro:



Evidenziati sono i piccoli, ma numerosi, artefatti dove il tratto continua anche se la punta è alzata: nulla di veramente importante, ma comunque presente.

Per capire esattamente quali sono i problemi, è sicuramente utile comparare il tutto con il digitalizzatore Wacom Feel presente su molti Tablet PC, in particolare professionali; il testo qui sotto ad esempio è stato scritto su un Fujitsu Stylistic Q704.



Fin dal primo impatto, il testo Wacom appare meglio definito, non traballante e quasi privo di artefatti: una qualità completamente diversa e decisamente superiore.

ESEMPI DI UTILIZZO: CON PRESSIONE

Nel momento in cui si usa la penna virtuale da 0,35 mm con sensibilità alla pressione, si notano risultati profondamente diversi e nuove problematiche. L'immagine qui sotto mostra le tre terzine scritte velocemente:



È immediatamente osservabile una enorme variabilità nel tratto, con linee che si ingrossano e assottigliano in modo improvviso. La differenza è estremamente visibile nel momento in cui si confronta il tratto scritto con il Dell Venue 11 Pro 5000 e l'HP Pavilion 10 x2 con quello scritto mediante il Fujitsu Stylistic Q704 dotato di digitalizzatore Wacom Feel, visibile qui sotto.



Nel tratto Wacom la larghezza del tratto resta uniforme riducendosi, come è naturale che sia, solo alle estremità delle lettere quando la penna si alza per passare alla lettera successiva. Anche nel momento in cui si scrive con una certa calma (vedi immagine qui sotto), le differenze nel tratto Synaptics sono invece estremamente evidenti; in generale risulta essere molto complesso controllare la pressione e mantenere il tratto regolare, in OneNote o nei programmi grafici.



Anche dopo test prolungati non si riesce a comprendere in modo chiaro se queste problematiche di pressione siano dovute ad una iper-sensibilità della penna (e quindi a una problematica hardware risolvibile in modo abbastanza semplice), ad una necessità di drivers e firmware migliori (e quindi ad una problematica software) o ad un problema del pannello stesso - che quindi si può risolvere solo con un passaggio di generazione come avvenuto per N-Trig e più recentemente Atmel. Nell'immagine qui sotto è possibile vedere un confronto tra testo scritto sul Dell Venue 11 Pro e testo scritto sull'HP Pavilion 10 x2, zoomato in modo da mostrare nel dettaglio la variabilità del tratto:



CONCLUSIONI

Volendo concludere, si può senz'altro dire che nel corso degli ultimi dodici mesi il pannello Synaptics è molto migliorato ma resta comunque caratterizzato da diverse problematiche che possono risultare più o meno significative e compromettenti a seconda delle necessità dell'utente.

Sicuramente inadatto all'uso artistico a causa delle problematiche legate alla pressione, il digitalizzatore Synaptics montato su molti dei Tablet PC recenti riesce tuttavia ad essere abbastanza buono da fornire supporto a funzionalità avanzate come la firma grafometrica secondo la normativa attuale e, per gli utenti interessati semplicemente al prendere appunti, sottolineare ed evidenziare il digitalizzatore Synaptics risulta essere molto più che adeguato.

Le persone più pignole o quelle che arrivano da tecnologie superiori come quella Wacom difficilmente però potranno essere soddisfatti da questa tecnologia che, con ogni probabilità, migliorerà in modo netto solo con un passaggio generazionale nei prossimi anni.

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...

martedì 11 novembre 2014

Fujitsu MYB: video-presentazione Stylistic Q704

All'interno del nuovo progetto Fujitsu Master Your Business, a cui partecipo come Fujitsu Silver Insider, ho ricevuto un Fujitsu Stylistic Q704: ecco l'apertura della scatola e una presentazione del Tablet PC e dei suoi accessori.

È il Tablet PC che mi accompagnerà nei prossimi mesi (escludendo ovviamente altre unità di prova più temporanee) e alla fine del progetto diventerà mio: è il Fujitsu Stylistic Q704, che avevo visto in anteprima l'anno scorso al Fujitsu Forum di Monaco.



La configurazione inviatami è decisamente estrema: resistente all'immersione, schermo Full HD, Wacom Feel, Core i7, SSD da 256 GB e 8 GB di RAM - e con il Tablet PC mi sono stati forniti anche numerosi accessori.



Sottile e abbastanza leggero, ricorda molto un Surface Pro 3 ma rispetto ad esso ha pregi (Wacom, penna interna, WWAN, lettore di impronte digitali) e svantaggi (schermo in 16:9). Di certo andrà valutato per bene - e di certo lo farò.

Questo articolo è presente, in inglese, anche sul sito Fujitsu Master Your Business: condividendo sui social e commentando l'articolo originale (che trovi qui) mi aiuti a vincere un buono Amazon.com da 400 dollari. Sostienimi!

Articolo di Tablet PC Italia scritto per il Progetto Fujitsu Master Your Business 2014.

CONTINUA A LEGGERE...

venerdì 7 novembre 2014

HP Pavilion 10 x2 con digitalizzatore Synaptics nella casa del Tablet PC Italico!

Per meglio testare il digitalizzatore Synaptics, insieme al Dell Venue 11 Pro abbiamo messo le mani anche su un HP Pavilion 10 x2!

Da ieri un nuovo Tablet PC è nella casa del Tablet PC Italico - e si trova in ottima compagnia, tenendo conto che al momento stiamo già testando il Dell Venue 11 Pro, l'HP ElitePad 1000 e il Mediacom SmartPad iPro W810. Il nuovo arrivato è il nuovissimo Pavilion 10 x2, nella versione italiana 10-k000nl, che avendo (anche se non ufficialmente) il pannello Synaptics al pari del Dell Venue 11 Pro ci aiuterà a testare meglio questa controversa tecnologia.


Dotato di tastiera agganciabile (purtroppo in Italia arriva solo la versione grigia, in altri paesi è disponibile la tastiera viola, lime e azzurra) e due vasti altoparlanti che circondano lo schermo IPS da 10,1 pollici (16:10, 1280x800) il nuovo ibrido di Hewlett-Packard potrebbe dimostrarsi un prodotto decisamente interessante proprio per la penna - che su un 10 pollici da soli 329 euro è decisamente cosa rara.



Il Tablet PC è già stato reso operativo con OneNote 2013, dimostrandosi sotto alcuni punti più interessante del Dell Venue 11 Pro. A brevissimo poi verrà pubblicata una dettagliata analisi del pannello Synaptics ClearPad 7500, che vedrà anche un confronto tra Dell Venue 11 Pro e HP Pavilion 10 x2 nell'uso con la penna.

Restate collegati!

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...

giovedì 6 novembre 2014

Fujitsu Master Your Business 2014: il nuovo progetto è iniziato!

Il nuovo progetto Fujitsu Master Your Business è iniziato - e io ne faccio parte come Silver Insider con un nuovo Fujitsu Stylistic Q704.

Il nuovo progetto Fujitsu Master Your Business è iniziato! Il progetto, giunto al suo secondo anno, è l'erede del progetto LIFEBOOK4Life a cui ho già partecipato negli anni passati e come i precedenti progetti vede una serie di "Insider", ventiquattro blogger e giornalisti da tutta l'Europa e Vicino Oriente, raccontare dei prodotti Fujitsu.



Il prodotto che mi è stato fornito quest'anno è nientepopodimeno che il Fujitsu Stylistic Q704 nella versione waterproof capace di operare anche in immersione; il tutto potenziato da un processore Intel Core i7 di quarta generazione e accessori come la tastiera e la stazione di ancoraggio (video di presentazione presto disponibile!).



Altri Insider hanno invece ricevuto il Fujitsu Lifebook T904, ultimo aggiornamento della ormai storica famiglia di convertibili serie T. Come ogni anno, se riusciremo a completare i vari task (i miei verranno pubblicati tradotti anche qui o su Tablet PC Italia) potremo tenere il Tablet PC.

Come ogni anno il progetto ci garantisce totale indipendenza: possiamo testare liberamente il prodotto e, se troviamo difetti, parlarne male. Considerando che si tratta di un dispositivo professionale da 2200 euro (nella versione fornita) difficilmente però potrà uscirne una recensione negativa - ma tutto è possibile. All'interno del progetto la prossima settimana avrò anche modo di partecipare, per il quarto anno di fila, al Fujitsu Forum a Monaco di Baviera; quest'anno sono stato invitato anche nel "giorno zero", il 18 novembre, nella giornata riservata ai giornalisti - per cui c'è da aspettarsi qualche interessante novita.

Appena completati i sottotitoli il filmato di de-scatolamento del mio nuovo Fujitsu Stylistic Q704 verrà pubblicato. Nel frattempo potete vedere il lavoro degli altri Insider visitando il sito del progetto: Master Your Business.

CONTINUA A LEGGERE...

martedì 28 ottobre 2014

HP ElitePad 1000 con Atmel G2 nella casa del Tablet PC Italico!

Mentre Dell aggiustava il Dell Venue 11 Pro, HP mi ha inviato il suo HP ElitePad 1000 - con il risultato che, nelle prossime settimane, avrò modo di eseguire un confronto diretto tra i due principali Tablet PC professionali con processore Atom.

Non solo Dell Venue 11 Pro: HP Italia mi ha inviato in prova l'HP ElitePad 1000, versione aggiornata, nel processore ma soprattutto nel digitalizzatore, dell'ElitePad 900.



Il Tablet PC mi è arrivato con la penna HP Executive Tablet Pen G2 - il nuovo Tablet PC professionale di HP è infatti dotato del digitalizzatore Atmel di seconda generazione - e la stazione di ancoraggio da scrivania, motivo per cui nelle prossime settimane riuscirò a fare un confronto diretto tra quelle che sono le principali macchine Atom dotate di penna (Dell Venue 11 Pro e HP ElitePad 1000) guardando nei dettagli anche le diverse tecnologie (Atmel contro Synaptics) e i diversi accessori.



Considerato che al momento ho in mano macchine Wacom, N-Trig, Atmel G2, Synaptics, capacitive e resistive, tutto questo si riassumerà anche in un notevole articolo-guida sulle varie tecnologie e su quale sia la migliore (o comunque la meno problematica e la più adatta a particolari ambiti).

Articolo di Tablet PC Italia - Non vantarti del lavoro altrui, cita sempre la fonte della notizia.

CONTINUA A LEGGERE...