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mercoledì 29 luglio 2015

HP Elite x2 1012 in arrivo, primo professionale HP con Windows 10

Hewlett-Packard è pronta a presentare un nuovo Tablet PC professionale con sistema operativo Windows 10: il nuovo HP Pro x2 1012 è alle porte e sarà presentato nelle prossime settimane.

Nella calda Milano continuano a diffondersi voci relative al lancio di prodotti di fascia alta. Se ancora si vocifera del lancio di un Surface Pro 4 con processori Intel Skylake previsto per il prossimo mese, si moltiplicano le voci anche di un nuovo Tablet PC di Hewlett-Packard.



Entro la fine del prossimo mese HP presenterà ufficialmente quello che dovrebbe essere il suo primo Tablet PC professionale pensato appositamente per Windows 10: parlo dell'HP Elite x2 1012, il cui nome era stato rivelato qualche settimana fa da WinFuture.


Basato su uno schermo da 12 pollici e processore Intel Core M, il nuovo HP Elite x2 1012 viene definito come una via di mezzo tra l'Elite x2 1011 e l'ENVY 13 x2: dal modello professionale erediterebbe materiali di fascia alta, connettività WWAN 4G opzionale e digitalizzatore attivo Wacom, mentre dal modello non professionale mai uscito in Italia erediterebbe la struttura priva di ventole, un sostegno integrato e una tastiera agganciabile ultrasottile.

Pensato appositamente per Windows 10 Pro, l'HP Elite x2 1012 dovrebbe essere lanciato, insieme ad altri dispositivi professionali, con un evento dedicato che si terrà negli USA entro la fine del prossimo mese.

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martedì 28 luglio 2015

Windows 10, concesso da Microsoft ma non accompagnato da driver

Windows 10 è alle porte e la maggior parte dei Tablet PC hanno diritto all'aggiornamento gratuito al nuovo sistema operativo. Ciò nonostante, la maggior parte dei prodotti non sarà supportata dai produttori mediante driver.

Domani arriverà Windows 10. Il nuovo sistema operativo, come sempre, porterà novità e controversie - ma al di là del puro aspetto tecnico, il nuovo sistema operativo di Microsoft - che potrebbe essere anche l'ultimo Windows se davvero si procederà per soli aggiornamenti - è anche il primo ad essere fornito gratuitamente a un numero enorme di persone.



Chiunque abbia un PC o Tablet PC con Windows 7 o Windows 8 ha diritto all'aggiornamento: non solo chi ha acquistato un PC o Tablet PC con Windows 7 o Windows 8, ma anche chi ha una macchina più datata che, in passato, ha subito un aggiornamento del sistema operativo.
Io stesso, ad esempio, ho diritto all'aggiornamento sia sul mio vecchissimo HP Compaq tc1100 del 2007 nato con Windows XP Tablet PC Edition ed aggiornato nel 2009 a Windows 7 Professional, sia su un vecchissimo desktop con processore Pentium 4 del 2006, nato con Windows XP Home Edition e più recentemente aggiornato a Windows 8.1 Pro.



Quello che però può essere sfuggito è che se Windows 10 arriverà gratuitamente su milioni di PC e Tablet PC per gentile concessione di Microsoft, la maggior parte di questi PC non è più supportata dai produttori dei PC stessi (Acer, Dell, HP, ASUS, eccetera) e soprattutto dai produttori di componenti (NVIDIA, Synaptics, Intel, ecc).
Cosa significa questo? Che io posso avere anche diritto all'aggiornamento gratuito a Windows 10, ma se il mio PC ha più di due anni, molto probabilmente non ho diritto ai driver e non ho la certezza che Windows 10 funzioni correttamente, perché le aziende produttrici di PC supportano i dispositivi solo per la durata della garanzia e quindi in genere forniscono i driver solo per due o tre anni (rare eccezioni esistono su modelli professionali di fascia alta).

Certo, la situazione non è tragica in quanto, complice la standardizzazione, la maggior parte dei driver sarà comunque presente - magari non sul sito del produttore del PC o Tablet PC ma sicuramente sul sito del produttore del componente. I disagi maggiori, inoltre, saranno presenti non sui Tablet PC ma sui PC - questo perché le problematiche maggiori relative a driver non originali o non supportati sono legate alle schede video dedicate, in genere assenti sui Tablet PC.

Ci potranno però essere problemi importanti su altri lati, con applicazioni pre-installate che cesseranno di funzionare - ad esempio, sul mio HP EliteBook 2760p avendo aggiornato a Windows 8.1 Pro ho dovuto rinunciare, tra le altre cose, al pacchetto di sicurezza HP e quindi alla possibilità di usare il lettore di impronte digitali per accedere ai siti. Con Windows 10 potrei dover rinunciare ad altri componenti o funzioni.

Insomma, Windows 10 è in arrivo. Ma per concessione Microsoft, non per desiderio del produttore del vostro PC: nonostante tutto, se volete Windows 10 al massimo delle sue capacità, potrebbe servirvi un nuovo PC o Tablet PC.

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giovedì 9 luglio 2015

Surface Pro 4 in Italia dal 28 agosto con i nuovi processori Intel Skylake

Negli ambienti del marketing milanese e della vendita al dettaglio iniziano a diffondersi voci sul lancio del Surface Pro 4: il nuovo Tablet PC di Microsoft sarebbe previsto in arrivo in Italia per il 28 agosto, a un anno esatto dal lancio del Surface Pro 3.

Il Surface Pro 4 sarebbe (finalmente) in arrivo. Al momento non esistono indicazioni di alcun tipo da parte di Microsoft, ma di certo nell'ambito degli "addetti ai lavori" più o meno collegati all'azienda qualcosa si sta muovendo.



Complice probabilmente la pausa estiva - e quindi la necessità di fare ora il lavoro che non può essere fatto tra un mese - le indicazioni si fanno sempre più numerose e stanno puntando tutte verso una data ben precisa, quella del 28 agosto. Si tratta, ovviamente, di indizi "tra le righe" ma in molti casi si confermano tra di loro pur provenendo da fonti diverse e non collegate. Forse non sarà il Surface Pro 4, forse non sarà solo lui, ma quasi sicuramente Microsoft lancerà in Italia qualcosa a fine agosto.



Effettivamente, facendo un paio di calcoli, la data del 28 agosto sarebbe perfetta per il lancio di un nuovo Surface. Le nuove unità avrebbero tutto il tempo di essere prodotte e spedite (al momento manca ancora la versione definitiva di Windows 10 da pre-installare sul disco, motivo per cui i nuovi Surface non possono ancora essere stati assemblati in modo completo e quindi non verranno lanciati a livello globale il 29 luglio insieme al nuovo sistema operativo; è al massimo possibile un lancio limitato agli USA con poche migliaia di unità) e lo slittamento ad agosto permetterebbe inoltre a Microsoft di inserire sui nuovi prodotti i nuovi processori Intel Core di sesta generazione (Core i3-6100U, Core i5-6200U e Core i7-6500U) che potrebbero diventare una esclusiva momentanea Microsoft (in modo simile a quanto accaduto con gli Atom x7 per il Surface 3).

Indizi e voci - ma significativamente attive. Probabilmente presto ne vedremo di belle.

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mercoledì 8 luglio 2015

HP Pavilion 10 x2 (2015) e Pavilion 11 x360 (2015), prime impressioni

Ormai più di un mese fa ho avuto modo, nel corso di un evento riservato precedente al lancio ufficiale, di prendere in mano i nuovi Tablet PC non professionali di Hewlett-Packard della serie Pavilion 10 x2 e Pavilion 11 x360. Ecco le mie opinioni a riguardo.

Hewlett-Packard è una azienda che, dal punto di vista dei Tablet PC, si può facilmente paragonare ad un pendolo. Dondolando tra eccellenza e mediocrità, negli ultimi quindici anni HP ha prodotto alcuni dei migliori Tablet PC di sempre (Compaq tc1100, EliteBook 2760p) e dei prodotti che probabilmente hanno imbarazzato addirittura gli assemblatori cinesi che li hanno montati (ENVY x2 su tutti).

L'offerta attuale di HP è estremamente varia anche se si considera che in Italia abbiamo un numero ridotto di dispositivi rispetto ad altri mercati. I nuovi prodotti in arrivo per il cosiddetto back-to-school non fanno differenza e permettono all'utente di scegliere in base alle proprie esigenze. A fine maggio ho avuto modo di partecipare ad un evento HP in cui ho potuto visionare i prototipi pre-produzione dei nuovi ibridi Pavilion 10 x2 serie 10-n000 e dei nuovi convertibili Pavilion 11 x360 serie 11-k000: si tratta di due modelli non completamente originali ma rivisitazioni fortemente modificate dei modelli dell'anno scorso - le modifiche però sono decisamente interessanti e questi due Tablet PC nei prossimi mesi saranno tra i veri protagonisti nei negozi.

HP PAVILION 10 X2 (2015)

Il nuovo Pavilion 10 x2 serie 10-n000 è di fatto una evoluzione del Pavilion 10 x2 serie 10-k000 (leggi la recensione completa) ma le differenze sono tali da poter affermare che siamo davanti ad un prodotto completamente diverso. La tastiera pieghevole in tessuto viene completamente abbandonata per una soluzione più classica e la porta microUSB utilizzata per la carica viene sostituita con una delle nuove USB-C: il Pavilion x2 serie 10-n000 è il primo dispositivo HP a vantare questa porta.

Durante l'evento ho avuto modo di vedere modelli pre-produzione di colore bianco (a mio parere orrendo) e rosso (decente ma non emozionante) e devo dire che le prime impressioni non sono state particolarmente positive. Probabilmente le cose miglioreranno con i dispositivi commercializzati ma la sensazione al tatto era di un prodotto molto, troppo plastico ed economico. Il sistema magnetico di aggancio e sgancio mi ha fatto immediatamente pensare all'Acer Aspire Switch 10 (guarda la recensione) in un modo che mi porta a sospettare la copia più che l'ispirazione (o perlomeno l'ingegnerizzazione a partire dallo stesso concept); identici a quelli dello Switch 10 sono i perni forati che consentono allo schermo di allinearsi perfettamente con la tastiera, e identici allo Switch 10 sono i magneti decisamente forti che creano qualche difficoltà ad agganciare perfettamente la tastiera al primo colpo.



Sicuramente degna di nota è la porta USB-C ma ancora più degna di nota è la porta USB 3.0 a piene dimensioni, assente nei vecchi modelli dove trovava spazio una porta USB 2.0; la finitura non perfetta delle unità pre-produzione mi ha inoltre permesso di osservare che le nuove casse B&O Play, posizionate a destra e a sinistra dello schermo, non sono alte come lo schermo stesso ma occupano solo la posizione centrale, per una dimensione di circa 10x25 millimetri: tutti i fori che superano questa dimensione sono semplice estetica e non contribuiscono al volume. Abbastanza deludente è la tastiera che, pur potendo permetterlo, non ospita porte aggiuntive; la possibilità di aggancio in entrambe le direzioni (altro "spunto" di origine Acer) è però un plus non indifferente.

In generale l'evoluzione del nuovo Pavilion 10 x2 rispetto alla serie 10-k000 dello scorso anno è evidente ed enorme (in positivo). Di certo non siamo davanti al miglior Tablet PC di Hewlett-Packard e molte cose sono migliorabili; considerando il prezzo di lancio (appena 299 euro IVA inclusa per l'Italia, appena 10 euro in più del nuovo Acer Aspire Switch 10 E che non ha USB-C o digitalizzatore attivo) siamo però ad un dispositivo capace di soddisfare (ma a mio parere non emozionare).

HP PAVILION 11 X360 (2015)

Se il Pavilion x2 serie 10-n000 mi ha fatto alzare più di un sopracciglio, sono invece rimasto letteralmente innamorato del nuovo HP Pavilion 11 x360 serie 11-k000. Il nuovo convertibile economico di Hewlett-Packard non è più economico (costa ben 499 euro IVA inclusa, cento in più del suo predecessore che avevo recensito lo scorso anno) ma siamo su tutto un altro terreno di gioco.

In questo caso la sensazione in mano è ottima e, nonostante spessore e peso non siano cambiati, il nuovo Pavilion 11 x360 dà una sensazione di maggior portabilità rispetto al predecessore. La scocca, prodotta con la plastica metal-like che Hewlett-Packard usa sui suoi prodotti di fascia media, non ha nulla da invidiare al metallo e la struttura priva di ventole ma piena di porte (tre USB a piene dimensioni, LAN, SD, HDMI) garantisce una silenziosità pressoché totale, rendendolo un dispositivo molto interessante per chi vuole qualcosa per prendere appunti - perché tra le novità c'è anche il digitalizzatore attivo Synaptics.



Se a tutto questo si aggiunge l'estrema facilità nel modificare RAM e disco donando così nuova vita al PC in caso di bisogno, si capisce perché io me ne sia innamorato.

Di fatto gli unici difetti che ho riscontrato nel nuovo Pavilion 11 x360 sono il formato di schermo (ancora una volta in un pessimo 16:9. Ma diamine, il Surface Pro 3 non ha insegnato nulla???), il processore (a livello prestazionale il Pentium è buono, ma avrei voluto processori Core M) e il prezzo (a 499 euro si trovano facilmente portatili con Core i5). Uscendo però dall'emotivo e andando sul razionale, va però detto che il processore Intel Core M-5Y10c costa 120 dollari in più del Pentium N3700 - e quindi le configurazioni Core M sarebbero comunque state molto costose - anche importandole dagli USA, dove sono in vendita a 499 dollari (451 euro) non si spende meno di 550 euro tasse incluse e trasporto escluso- e che considerando i materiali migliori molto e il pannello Synaptics, un costo aumentato rispetto ai vecchi Pavilion 11 x360 è giusto.

Senza dubbio i nuovi Pavilion sono tra i dispositivi che voglio testare di più nei prossimi mesi; il Pavilion 11 x360 con Core M potrebbe anche diventare il mio prossimo Tablet PC, alla faccia del Surface Pro 4.

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martedì 9 giugno 2015

Riflessioni su concetti troppo complessi - ma non per Fujitsu

Negli ultimi anni i dispositivi si sono fatti più piccoli e portatili - e allo stesso tempo siamo sempre più spinti a restare connessi in continuazione. Per chi deve lavorare, un PC con connettività WWAN è assolutamente essenziale.

Viviamo in un mondo che ci costringe ad essere connessi in modo costante. È un dato di fatto: se pochi anni fa la maggior parte delle persone poteva permettersi di lavorare restando non raggiungibile per ore intere, al giorno d'oggi chiunque spenga il cellulare è considerato se non altro insolito e in ambito lavorativo spesso non è accettabile non controllare e rispondere alle mail anche quando si è in vacanza.



Al di là di tutto, però, la connessione costante non è entrata nelle nostre vite solo per fini lavorativi - i nostri dispositivi sono ormai pensati per essere costantemente connessi alla Rete. Non solo gli smartphone, che tra WhatsApp e applicazioni simili non sono quasi utilizzabili senza connessione, ma anche i Personal Computer - la presenza di una connettività costante è così ovvia che non stupisce nemmeno più il successo dei Chromebook, dove molte delle applicazioni sono utilizzabili solo in presenza di connessione.

Eppure questa esigenza non sembra compresa da alcuni produttori - Microsoft tra tutti, che si ostina a proporre i suoi dispositivi privi di moduli WWAN integrati. Osservare macchine come il Surface Pro 3, che nelle configurazioni più elevate costano più di 2000 euro, prive di connettività 3G o 4G è semplicemente scandaloso - in particolare quando i moduli interni sono ormai diffusi anche in macchine ultra-economiche come i Mediacom SmartPad iPro W810 (leggi la recensione) o gli HP Stream 8.

L'assenza di moduli WWAN potrebbe essere accettabile solo in presenza di reti WiFi (gratuite o meno) diffuse in modo capillare, ma queste sono molto meno disponibili di quanto si voglia far credere. Quando l'anno passato ho visitato il Texas per il WIPTTE 2014, trasferendomi poi verso New Orleans, New York e il New Hampshire, per la maggior parte del tempo la connettività presente era tutt'altro che "new" e spesso era tutt'altro che presente. Attualmente anche i miei genitori sono nella parte finale di un enorme viaggio attraverso gli USA e hanno potuto sperimentare la mia stessa esperienza: fuori dagli alberghi e dagli Starbucks, non ci si connette se non si ha un modulo WWAN. Il problema è che, spesso, se non ci si connette non si lavora.



Sono molto pochi i produttori che offrono connettività completa sui loro prodotti. Microsoft a parte, nemmeno colossi come Hewlett-Packard, Acer, Toshiba o ASUS sembrano capaci di inserire una vera connettività anche solo nei prodotti professionali. Se non si vuole andare su macchine decisamente "verticali" come i Toughbook di Panasonic, di fatto solo Fujitsu ha una gamma quasi completamente dotata di moduli WWAN, moduli che al giorno d'oggi sono importanti quasi quanto i moduli WiFi. Dai Tablet PC Atom da dieci pollici fino ai più grossi convertibili, i prodotti Fujitsu sono pensati per i professionisti - e pur mancando di alcune cose a mio parere molto importanti come gli schermi opachi ad alta luminosità questi PC e Tablet PC offrono, in un mondo ormai dominato da cloud e de-strutturazione dell'ufficio, la connettività che dovrebbe essere considerata basilare.

Solo Fujitsu. Eppure il concetto che è inutile proporre un mondo di servizi cloud senza fornire anche la connessione necessaria a raggiungerli non dovrebbe essere un concetto troppo complesso.

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lunedì 18 maggio 2015

HP introduce la personalizzazione dei pulsanti per la penna Synaptics

Il nuovo Tablet PC convertibile di HP, lo Spectre 13 x360, monta (non detto) il digitalizzatore Synaptics - ma offre anche un interessante programma esclusivo che permette la personalizzazione dei pulsanti laterali della penna.

Tra i nascondigli del sito HP si trova una interessante applicazione unica nel suo genere - in quanto permette la personalizzazione della penna Synaptics usata sul nuovo Tablet PC HP Spectre 13 x360 (vedi la recensione su Tablet PC Italia) .



Stando alle schede tecniche HP lo Spectre 13 x360 non ha un digitalizzatore attivo - e l'applicazione in questione, denominata “Software gestione HP Active Pen” (in inglese HP Active Pen Control Software), non è nemmeno stata pre-installata sul dispositivo ma va scaricata dal sito ufficiale HP (nella pagina dei driver). Si tratta di un programma estremamente semplice, pesante poco più di 2 MB, che una volta installato crea una icona (che non si va a duplicare nel Pannello di Controllo) e una volta aperto si riassume in una finestrella a due schede: la prima permette di personalizzare i due pulsanti (divisi in superiore e inferiore) mediante un menù a tendina, mentre la seconda scheda presenta un simpatico pterodattilo giallo dai grandi occhioni che mette in evidenza come l'applicazione non sia stata creata da HP ma dalla ELAN Corporation.



La personalizzazione dei pulsanti non è totale, nel senso che ad esempio non è possibile usare il pulsante per aprire una applicazione a scelta (ma è possibile personalizzare uno dei pulsanti perchè aprano OneNote) e non è possibile modificare il comportamento dei programmi in base all'applicazione aperta come invece succede con alcuni driver avanzati di Wacom - ma è comunque un enorme passo avanti rispetto al passato.



Apparentemente l'applicazione è scaricabile solo attraverso la pagina dei driver dello Spectre 13 x360 (pagina che trovate qui) - ma risulta installabile anche sull'HP Pavilion 10 x2 e quindi probabilmente su ogni altra macchina con digitalizzatore Synaptics (chi ha modo di testare la cosa segnali eventualmente il successo o l'insuccesso).

Vi ricordo che la recensione dello Spectre 13 x360 è disponibile su Tablet PC Italia .

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giovedì 7 maggio 2015

Il cambio euro-dollaro e il prezzo del Surface 3 (e dei nuovi tablet)

Il Surface 3 è un Tablet PC che, in Italia, non costa 499 euro pur costando, negli USA, 499 dollari - e questo ha sconvolto molti. Ma c'è poco da restare sconvolti - l'elettronica economica diventerà presto qualcosa appartenente al passato. Vediamo di capire perché.

A seguito della presentazione del Surface 3 molte persone - tra cui anche molti lettori del Tablet PC Italico e di Tablet PC Italia - sono rimaste scandalizzate dal prezzo del nuovo Tablet PC di Microsoft. Se i vecchi Surface, come del resto la maggior parte dei dispositivi, erano stati portati in Europa con un cambio 1:1 tra dollaro ed euro, il Surface 3 italiano costa ben 609 euro quando negli USA è acquistabile a 499 dollari. In molti hanno accusato più meno apertamente Microsoft Italia di "mangiarci sopra" e di aver alzato il prezzo di un dispositivo che doveva essere economico; in molti casi è stato sottolineata la ridotta differenza di prezzo con il Surface Pro 3 che, in offerta, viene spesso proposto a 699 euro. Le cose, però, sono molto più complesse di quanto sembrino.



Premessa numero uno: siamo in un periodo di crisi economica e per favorire l'economia l'Euro è stato svalutato.

La cosa può non essere sempre sotto gli occhi di tutti, in quanto come dice qualcuno i ristoranti effettivamente sono sempre pieni e un sacco di persone spendono un sacco di soldi in beni dalla dubbia utilità reale come smartphone pieghevoli da seicento o più euro - ma in tutta Europa molte aziende, in particolare quelle che vivono di produzione, hanno seri problemi da molti anni a causa della crisi economica.
Qualche mese fa, per favorire le esportazioni rendendo i prodotti delle nostre aziende più interessanti agli acquirenti esterni all'Europa, la Banca Centrale Europea ha iniziato a ridurre il valore dell'Euro. Questo processo ha favorito le esportazioni (per una azienda esterna all'Europa i prodotti europei sono in pochi mesi diventati più economici di circa il venti percento) senza però influenzare i prezzi interni - andare a fare la spesa al supermercato non è diventato più costoso, e una azienda europea che acquista i beni prodotti da un'altra azienda europea non ha aumentato le sue spese così come una azienda europea che vende all'estero non ha diminuito le sue entrate. La svalutazione dell'Euro ha favorito le esportazioni ma ha avuto pesantissime ripercussioni sulle importazioni: le aziende italiane ed europee che devono acquistare beni o materie prime vendute in dollari si sono in pochi mesi trovate a dover spendere il venti percento in più.
Va però detto che l'Europa è quasi totalmente autosufficiente e, riducendo all'osso, sono solo due le cose essenziali che è necessario importare dall'esterno: il petrolio e l'elettronica.

Il petrolio è una materia prima fondamentale nella nostra società ed un suo aumento del venti percento a causa del cambio avrebbe comportato enormi problemi - ma la svalutazione dell'Euro è (per quelle che semplificando all'estremo potremmo definire una serie di fortunate coincidenze) coincisa con un crollo del prezzo del greggio il cui prezzo si è dimezzato dallo scorso giugno - per cui nonostante la svalutazione il petrolio non è aumentato ma anzi è sceso. Per quanto riguarda l'elettronica, che viene prodotta quasi esclusivamente in Cina, il prezzo (che è in dollari) non è invece cambiato - il che significa che il prezzo di produzione dell'elettronica è, per le aziende europee, salito del venti percento in pochi mesi.

Premessa numero due: le società europee di elettronica in molti casi non sono vere società di elettronica ma semplici rivenditori.

Quando uno vede un PC si aspetta che questo sia venduto dalla sede italiana di una società più grossa. La realtà è che, per motivi fiscali e organizzativi, spesso queste "sedi" non sono parti reali delle società più grosse ma sono società completamente diverse che si occupano semplicemente di gestire le vendite di determinati prodotti in un determinato paese, in una sorta di enorme, globale franchising.

La maggior parte dei prodotti elettronici vengono ingegnerizzati, progettati e prodotti in quasi totale autonomia dalle varie "case madri" senza partecipazione da parte delle varie sedi locali (e questo è uno dei motivi per cui i dirigenti nazionali spesso ignorano in modo pressoché completo le specifiche degli oggetti che vendono).

Ad intervalli regolari (in genere tre-sei mesi) le sedi locali vengono a conoscenza di quello che è stato progettato e che verrà prodotto e, sulla base della loro esperienza, decidono se e quali prodotti portare sui vari mercati e in quali configurazioni portarlo. Di fatto quindi le sedi locali si occupano di decidere se un determinato prodotto è adatto al mercato della loro nazione (e questo spiega perché non tutti i prodotti sono presenti in tutte le nazioni: alcuni non sono stati ritenuti adatti a quella nazione); loro decidono inoltre quali configurazioni portare sul mercato (molti PC sono prodotti in diversi colori e con diverse possibili combinazioni di CPU/HDD/RAM ma non tutte queste combinazioni sono commercializzate in tutti i paesi) e soprattutto quanti pezzi acquistare di ogni singola configurazione scelta.

Di fatto le aziende nazionali assomigliano molto a dei rivenditori: la società madre propone loro una lista di prodotti dotati di un ben preciso listino prezzi (non negoziabile ed in dollari) e le aziende nazionali decidono, all'interno di questa lista, cosa comprare per poi rivendere sul singolo mercato. Questi acquisti vengono fatti tra i tre e i sei mesi prima dell'effettivo arrivo del prodotto nei negozi.

Premessa numero tre: se il PC costa meno di settecento euro, il margine di profitto per il produttore è prossimo allo zero.

Una delle realtà più incredibili e meno conosciute del mondo dei PC è che i profitti delle aziende sono ridicolmente bassi. Se si va in un normale negozio di elettronica e si guarda un PC che costa meno di seicento euro IVA inclusa, quel PC farà guadagnare alla sede italiana del produttore meno di cinquanta euro - e non si parla di prodotti sottocosto o in offerta. In molti casi il profitto scende a meno di dieci euro al pezzo e certi prodotti vengono proposti solo per evitare che il vuoto venga riempito da un concorrente.

Anche il margine del rivenditore è estremamente basso: potendo osservare le statistiche di un normale negozio appartenente ad una catena di elettronica si potrà vedere che spesso il margine di guadagno medio per i PC è compreso tra il due ed il cinque percento - e questo è il motivo per cui insieme al PC i commessi sono tanto solerti nel proporre l'estensione di garanzia, la custodia, il disco esterno, l'antivirus e Office. Se il commesso vi vende semplicemente un PC, il negozio non guadagna: il guadagno si fa sugli accessori e sulle garanzie.
Il discorso cambia profondamente se il PC costa più di seicento euro: in questo caso il margine, sia per il produttore che per il rivenditore, aumenta in modo considerevole (caso particolare sono i dispositivi professionali che, vantando tecnologie, garanzie e metodologie produttive particolari, ed essendo prodotti in numeri ridotti, costano molto di più).

Vendendo PC, specie se economici, non si guadagna. Questo è il motivo per cui nel 2008 le varie società hanno colto l'opportunità al balzo per abbandonare il mercato dei netbook in favore di quello dei tablet: i netbook vendevano tantissimo in termini di numeri, portando quote di mercato utili alle azioni ma non alle finanze (il margine su un netbook era quasi zero), mentre per i tablet con Android, che richiedono componentistica a bassissimo costo, il margine sale a percentuali a due o tre cifre. Spesso non si guadagna in modo serio nemmeno vendendo PC di fascia medio-alta - e questo è il motivo per cui negli ultimi otto anni società del calibro di IBM e Sony hanno scelto di uscire completamente dal mercato PC, e questo è il motivo per cui Samsung non vende più PC in Europa - continuando però a sommergere il Vecchio Continente con i suoi Galaxy.

Cosa significa tutto questo?

Margini di profitto ridotti, acquisti che vanno fatti in dollari e svalutazione dell'euro sul dollaro sono tre premesse che portano ad una sola conclusione: il treno che ci portava nel paese dei balocchi era gestito da Trenitalia ed è stato soppresso. Le feste sono finite.

Ad agosto 2014, quando è stato lanciato il Surface Pro 3, un euro valeva 1,34 dollari. Questo significa che le varie Microsoft Europee hanno potuto acquistare i Surface Pro 3 con processore Core i3 a meno di seicento euro al pezzo, per poi aggiungere margine e tasse e proporlo a 799 euro IVA inclusa, che per caso risultava apparire come cambio 1:1.

Il primo aprile 2015 un euro valeva 1,07 dollari. Questo significa che se le Microsoft Europee dovessero acquistare i Surface Pro 3 adesso, dovrebbero acquistarlo a centocinquanta euro in più il pezzo - e aggiungendo margine e tasse il Surface Pro 3 con processore Core i3 non potrebbe essere venduto a meno di 950 euro. Il Surface Pro 3 attualmente costa 799 euro perché è già stato acquistato a questo prezzo ormai quasi un anno fa, con un cambio enormemente più favorevole.

Con il cambio attuale le Microsoft Europee possono acquistare il Surface 3 a non meno di 430-450 euro al pezzo e aggiungendo il margine e l'IVA il costo sale ai 600 euro richiesti. Con il cambio di agosto 2014 le Microsoft Europee avrebbero potuto acquistare il Surface 3 a circa 350-370 euro al pezzo e aggiungendo margine e tasse potrebbero facilmente proporlo a 499 euro IVA inclusa. Il cambio a 1,34 però non esiste più ed allo stato attuale per le Microsoft Europee non è assolutamente possibile vendere il Surface 3 a meno di seicento euro senza andare in pari o perderci.

Non si tratta di una presa in giro da parte della cattiva Microsoft che propone prodotti Atom a prezzi assurdi, ma di semplice matematica. Come europei, siamo costretti ad acquistare l'elettronica in dollari e questo significa che le stesse cose costano il venti percento in più rispetto a sei mesi fa; questo si ripercuoterà pesantemente sui prezzi finali italiani ed europei. Le prime conseguenze sono già osservabili: il Microsoft Surface 3 che costa 609 euro (499 dollari negli USA); l'HP Spectre 13 x360 che costa 1100 euro (899 dollari negli USA); il MacBook Pro 15 Retina che costa 2299 euro (1999 dollari negli USA) o nella versione superiore 2849 euro (2499 dollari negli USA) - e che da un giorno con l'altro è stato alzato di prezzo (da 2099 a 2299 euro e da 2529 a 2849 euro) senza modifica delle specifiche.

La svalutazione dell'euro non si mostra però solo con l'aumento dei prezzi, ma anche con ritardi e mancati lanci. HP non ha portato in Italia lo Stream 8, ASUS è fortemente indecisa sui T90 Chi. Portare sul mercato dispositivi economici che non sono più economici comporta il forte rischio di riempire i magazzini di prodotti invenduti, rischio aumentato dal prossimo lancio di Windows 10 che agli occhi di molti renderà improvvisamente vecchi i prodotti assemblati una manciata di giorni fa.

Questo ovviamente non sarà limitato ai soli Tablet PC. Telefoni cellulari, PC, componenti, forni a microonde, televisioni - tutto quello che funziona mediante elettroni viene ormai da anni prodotto quasi unicamente in Cina, Taiwan o paesi dell'area. Le aziende produttrici si fanno pagare in dollari americani e le varie società che vogliono acquistare i prodotti, siano esse europee, americane, orientali, africane o marziane, devono pagare in dollari. Solo i prodotti giapponesi si salveranno - lì spesso hanno ancora l'abitudine di farsi pagare in Yen, e il cambio euro/yen è relativamente stabile.

I prezzi stanno salendo e con le prossime consegne saliranno. Preparatevi alla cosa, perché è molto probabile che il cambio resterà sfavorevole - e anche il Surface Pro 4 e tutta la generazione di Tablet PC che è stata ordinata alle fabbriche a partire da fine marzo potrebbe costare parecchio.

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mercoledì 11 febbraio 2015

HP Pavilion 10 x2, la qualità migliora nei nuovi lotti

La qualità e la cura dell'assemblaggio dell'HP Pavilion 10 x2 aumentano con le nuove consegne, facendo diventare l'ibrido di Hewlett-Packard più interessante.

Qualche mese fa ho recensito l'HP Pavilion 10 x2 che un mio conoscente aveva preso immediatamente dopo il lancio attraverso l'HP Store - e che alla fine aveva restituito per l'insorgere di alcuni problemi ma anche per il pessimo assemblaggio della sua unità.


Ieri sono passato per un MediaWorld dove ho avuto modo di vedere uno dei Pavilion 10 x2 arrivati nei negozi nelle ultime settimane - modelli che evidentemente fanno parte di un nuovo lotto di produzione. Già al primo impatto visivo il modello esposto era superiore ai modelli presenti nei negozi prima di Natale, con un assemblaggio perfetto e in linea con quello dei più recenti Acer Aspire Switch 10 e Asus Transformer Book T100.



La notizia fa sicuramente piacere - ma rattrista ancora una volta notare come i primi acquirenti sono usati come cavie o peggio riforniti di prodotti di qualità inferiore. Digitalizzatori sperimentali, assemblaggi frettolosi… fidarsi delle aziende, anche quelle più importanti, diventa sempre meno sicuro.

Articolo di Tablet PC Italia

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domenica 14 dicembre 2014

Regalandosi l'HP Stream 7: il più economico PC europeo stupisce!

La scorsa settimana mi sono fatto un regalo di Natale anticipato: il nuovo HP Stream 7, il più economico PC con schermo mai arrivato in Europa.

Ho acquistato un HP Stream 7, il nuovo Tablet PC (o UMPC?) ultra-economico da sette pollici di Hewlett-Packard. Disponibile da qualche settimana unicamente attraverso il Microsoft Store, a soli 129 euro IVA inclusa è il più economico Personal Computer con schermo mai lanciato in Europa - e non è nemmeno male.

Ho acquistato il Tablet PC in questione circa dieci giorni fa. Nei mesi passati ho avuto in mano diversi Tablet PC compatti che mi hanno portato a creare una discreta libreria attraverso l'applicazione Amazon Kindle - ma quando si è in metropolitana o a letto, leggere usando il telefono (Lumia 620) o un dispositivo da 12 pollici come il Fujitsu Stylistic Q704 non è il massimo. A soli 129 euro, lo Stream 7 costa poco più di un normale eBook Reader e meno di molti dispositivi Android di pessima qualità - ma offre tutto quello che offre un Tablet PC.
Ero estremamente tentato dal Dell Venue 11 Pro 5000, Tablet PC che adoro e che si può facilmente trovare ricondizionato dagli USA a circa 150 euro spedizione e tasse incluse, ma avevo una particolare voglia di un dispositivo ultra-compatto: anche se c'è un solo pollice di differenza, un sette pollici entra agevolmente nella tasca di un cappotto, un otto pollici no.



Acquistare lo Stream 7 è abbastanza semplice: per qualche strano motivo il dispositivo è acquistabile unicamente attraverso il Microsoft Store, che offre spedizione gratuita su ogni acquisto e consegna in tre giorni con corriere UPS - osservando il tracciamento il pacco arriva da Eindhoven, in Olanda. Insieme allo Stream 7 ho acquistato anche la sua custodia originale, in versione nera, per 24,99 euro aggiuntivi; i due oggetti sono arrivati in una piccola scatolina di cartone, senza alcun tipo di imbottitura aggiuntiva - evidentemente non necessaria - accompagnati da un semplice foglio A4 con il riassunto dell'ordine.



Tablet PC e custodia sono inseriti all'interno di scatole di cartone dalla classica estetica HP color grigio perla e blu; considerando anche il prezzo complessivo le due confezioni sono estremamente minimali, in particolare quella del Tablet PC che contiene semplicemente lo Stream 7, avvolto da una pellicola plastica e, sotto il sostegno in cartone, l'alimentatore USB con relativo cavetto.



Le prime emozioni suscitate dallo Stream 7 non sono particolarmente grandiose: al primo impatto la macchina, anche a causa delle linee non morbidissime, si fa percepire come particolarmente spessa - la sensazione è anche aumentata dal fatto che stranamente il dispositivo ha la base leggermente più larga della parte frontale e, in mano, questo fa percepire il tutto come più spesso di quanto realmente non sia.



La plastica utilizzata per la scocca posteriore ricorda al tatto quella utilizzata nel Pavilion 10 x2 (leggi la recensione); il colore grigio scuro è mitigato dalla presenza di piccolissimi puntini lucidi che riflettono la luce. I loghi HP, "Stream 7" e "Intel Inside" sono stampati in argento, mentre tutte le normative e le informazioni sul modello (la sigla completa della versione italiana è Stream 7 5701nl) sono presenti su una vasta etichetta nera; dal lato opposto, in alto, è invece presente la videocamera posteriore.
Frontalmente l'HP Stream 7 è dominato dallo schermo, con bordi particolarmente stretti ai lati; le dimensioni complessive del dispositivo sono quelle di uno schermo da 8 pollici in formato 16:10. Al centro del lato inferiore è presente il pulsante capacitivo Windows/Start, mentre in alto a sinistra compare la scritta HEWLETT-PACKARD che negli ultimi anni sta spesso sostituendo il logo HP; a destra è invece presente la webcam frontale.
I lati sono abbastanza vuoti, con il lato destro che ospita il pulsante di accensione e di quello di gestione del volume - semplici rettangoli privi di qualsiasi logo; sul lato inferiore è presente il singolo altoparlante mentre sul lato superiore è presente la porta microUSB 2.0, utilizzabile per la carica e, con adattatore, per le periferiche ma anche l'entrata da 3,5 millimetri per cuffie. Rimuovendo la scocca posteriore si accede all'alloggiamento per la microSD e alla batteria - non sostituibile dall'utente ma in bella vista.



Decisamente semplice ma piacevole è la custodia formata da un guscio plastico, che si aggancia al retro dello Slate 7 bloccandosi agli angoli ma lasciando liberi i lati e la videocamera posteriore, e da una parte semirigida che copre lo schermo ma si può ripiegare in tre per sostenere il Tablet PC durante l'uso "a scrivania". La plastica del guscio risulta essere superiore a quella utilizzata nella scocca ed esternamente è ricoperta da una finitura soffice simile a quella utilizzata sull'HP Omni 10 (leggi la recensione) abbastanza piacevole al tatto ma estremamente ricettrice di ditate.
La parte semirigida è, internamente, rivestita in microfibra color grigio chiaro per proteggere lo schermo senza rovinarlo mentre esternamente è in plastica semirigida in un piacevole color nero quasi metallico; sull'angolo in basso a destra è impresso il logo HP.



In termini generali la custodia risulta essere abbastanza piacevole; è anche dotata di magneti che la tengono in posizione quando ripiegata a sostegno ma questi magneti non si bloccano sullo schermo quando è chiusa; la custodia non ha nemmeno la funzione di mettere in sospensione lo Stream 7 - semplicemente protegge e sostiene; per 25 euro era lecito sperare in qualcosa di meglio ma il tutto resta comunque superiore alle custodie generiche che coprono la webcam posteriore o alzano lo spessore del dispositivo.

Volendo dare un primo giudizio a questo Tablet PC dopo quasi due settimane di uso, si può dire che il nuovo Tablet PC ultraeconomico di HP soddisfa senza esaltare ma considerando il prezzo estremamente ridotto stupisce in modo pieno. Lo schermo IPS sorprende per qualità e luminosità; la visione è piacevolissima, i colori nitidi e nonostante la finitura lucida il Tablet PC è ben utilizzabile anche in esterni sotto un pallido sole tardo autunnale. L'audio mono raggiunge un volume massimo decisamente buono; il disco da 32 GB al primo avvio offre all'utente ben 19,4 GB con un disco C da 23,1 GB (è infatti presente una vasta partizione di ripristino e Windows è installato in WIMBoot) permettendo quindi un uso confortevole anche senza microSD.
Trattandosi di un Tablet PC venduto da Microsoft, è presente Windows 8.1 con Bing in versione "Signature Edition": il sistema è totalmente privo di crapware e applicazioni di terze parti (unica eccezione l'applicazione HP Support Assistant per la gestione degli aggiornamenti driver e l'applicazione HP Documentation per la visualizzazione del manuale utente); tutto questo permette una esperienza utente decisamente superiore alla media.
Le prestazioni sono decisamente buone, come normale nelle macchine Atom di ultima generazione; il singolo GB di memoria RAM si fa percepire come limitante solo in un uso multiapplicazioni del Desktop - ma in uno schermo da sette pollici il Desktop è utilizzabile in modo molto limitato e quindi le problematiche legate al singolo GB vengono a sparire automaticamente.
Non particolarmente emozionate è l'autonomia, che si ferma a circa sei ore di utilizzo reale con WiFi attivo: in definitiva è, dopo dieci giorni di uso intenso, l'unico difetto che ho trovato in questo dispositivo.

Senza dubbio l'HP Stream 7 è un dispositivo da consigliare apertamente: il più economico Personal Computer con schermo mai arrivato in Europa non è certo qualcosa che può diventare l'unico PC di un utente ma riesce ad essere un piacevole compagno in mobilità. Con un digitalizzatore attivo, schermo opaco e 2 GB di memoria RAM lo Stream 7 potrebbe agevolmente diventare uno dei migliori Tablet PC mai prodotti da HP, ma per soli 129 euro - abbonamento annuale di Office 365 Personal incluso - non si può veramente chiedere più di quanto offerto.

Perfetto per accompagnamento ma anche per i bambini - Windows 8.1 permette infatti un controllo genitoriale superiore a quanto offerto da Android e iOS integrando in più anche una reale produttività - il più piccolo PC di Hewlett-Packard va considerato in modo molto serio se si è alla ricerca di un regalo - o di un auto-regalo - per Natale o per ogni altra occasione. L'HP Stream 7 è acquistabile attraverso il Microsoft Store cliccando sull'immagine sosttostante:

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